Vangelo del giorno (Matteo 11,11-15) Siate grandi!

giovanni battista 2
Rifletti: sei più grande di me!

Dedico questo articolo al piccolo Matteo… (mio nipote).

Il pensiero del giorno ci ha introdotto alla comprensione del Vangelo di oggi che rappresenta la chiave di svolta fra l’Antico e il Nuovo Testamento. Giovanni è un profeta fenomenale, domenica scorsa (v. articolo Il Battista: ognuno di noi) vi scrissi che dovevamo emularlo essendo re, profeti e sacerdoti, ebbene oggi facciamo un passo in più lasciandoci il “gigante” dell’Antico Testamento alle spalle.

«In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda» (Mt 11,11-15).

Giovanni, il Precursore, la “Voce” che grida nel deserto, è simile a Mosè che dal monte Nebo scorge la Terra Promessa ma non potrà entrarci: non vede il realizzarsi delle sue tante fatiche[1]. Giovanni è in bilico fra due epoche l’era della promessa e l’era messianica, l’epoca delle attese e l’epoca del Regno, Giovanni è sulla porta, sull’uscio, ma il suo piede non entra nel Regno. Giovanni è grande, ma ogni battezzato, per il solo fatto di appartenere al Regno, «è più grande di lui». Che gioia, ma anche che grande responsabilità, sì perché non è facile quando il Regno “soffre violenza”. Alcuni intendono tale frase riferita al contesto storico di Gesù, degli zeloti che volevano stabilire il regno con le armi; altri intendono la violenza delle forze del male che intendono contrastare l’affermarsi del regno di Dio. Io preferisco interpretarla come “il regno dei cieli si fa strada con violenza” e cioè della “santa” violenza di coloro che si impadroniscono del regno a prezzo delle più dure rinunce. E qui ci è di esempio, stimolo, aiuto, Giovanni che delle rinunce è stato il maestro. Oggi ricordiamo San Damaso I, S. Sabino e S. Daniele che era chiamato “lo stilita”. Sapete che significa? Che viveva su un’alta colonna privandosi di tutto, ecco proprio come Giovanni. Giovanni con la sua forza è il mastice, il collante tra i due Testamenti, infatti l’ultimo profeta biblico è Malachia. Gesù, si ricorda certamente come chiude il suo libro: “Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore” (Ml 3,23) e lo ricorda ai suoi interlocutori. Elia fu portato in cielo in modo miracoloso (cf. 2Re 2,11-13) ma ritornerà; qui e altrove (Mt 17,10-13; Mc 9,11-13) Gesù spiega che Elia è venuto nella persona di Giovanni Battista. In questo tempo di Avvento scopriamo la gioia di essere eredi del Regno e facciamo il possibile per meritarlo!

Buona giornata, A.C.

[1] Il Signore gli disse: «Questo è il paese per il quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: Io lo darò alla tua discendenza. Te l’ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!» (Dt 34,4). Mosè fu sepolto nella valle di Moab.

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