3. L’ingresso di Gesù a Gerusalemme: Le processioni dell’Hoshianna

palme
«Hoshianna ben David!»

All’epoca del Tempio durante la festa delle Capanne i sacerdoti facevano delle processioni attorno all’altare dei sacrifici (cf. Mishnah Sukkah 4,5). Il primo giorno il corteo girava una volta e l’ultimo giorno sette volte intorno all’altare, ornato di grandi rami di salice. I Cohanim (sacerdoti, discendenti di Aronne), suonando lo shofar, facevano le loro processioni salmodiando e cantando inni. L’ultimo giorno, più solenne degli altri, si chiama Hoshann Rabba: le sette processioni. Nel corso di queste processioni il re Davide, immagine del Re-Messia, era oggetto di ovazioni particolari, il popolo agitando il lulav esclamava: «Hoshianna ben David!». Ecco ciò che avviene nella Domenica delle Palme quando Gesù entra a Gerusalemme: «La maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; altri tagliavano dei rami dagli alberi e li stendevano sulla via. Le folle che precedevano e quelle che seguivano, gridavano: «Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nei luoghi altissimi!» (Mt 21,8-9). Quelli che gridano vedono in Gesù l’inviato messianico, colui che è atteso nel settimo giorno di Sukkoth. L’acclamazione dell’ Hoshianna è la grande lode di Israele, già in tenera età si insegnava ai bambini a ripetere le parole Halleluia e Hoshianna del grande Hallel (cf. Sal 118). Ce lo ricorda Matteo: «Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedute le meraviglie che aveva fatte e i bambini che gridavano nel tempio: «Osanna al Figlio di Davide!», ne furono indignati  e gli dissero: “Odi tu quello che dicono costoro?” Gesù disse loro: “Sì. Non avete mai letto: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode“?”» (Mt 21,15-16). Con l’agitazione del lulav si salutava Gesù allo stesso modo in cui si acclamava l’incoronazione del re a Gerusalemme. La folla grida: «Barukh haba beshem Adonai» (Benedetto colui che viene nel nome del Signore) e Gesù viene acclamato come re. L’ultimo giorno veniva evocato l’ingresso dell’Arca Santa a Gerusalemme, nel Tempio. Si capisce, allora, perché l’episodio dei mercanti cacciati dal Tempio segue immediatamente quello della Domenica delle palme, Gesù, re di Israele, purifica la sua casa e la dedica nuovamente a Dio. Interessante, infine, è notare come tutti i discorsi di Gesù al Tempio, durante la festa delle Capanne, si riallaccino al mistero della sua persona: «La gente si chiedeva: Chi è costui?». Sarà Gesù stesso a svelarlo, lui è «l’acqua viva…»[1].

[1] Cf. Frère Ephraïm, Gesù Ebreo praticante, Àncora, Milano 1993, 295-296.

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