7. Venerdì Santo

buona notte lunaIl Venerdì è la «Pasca Crocifissionis»: la Pasqua del Crocifisso. Non si facciano celebrazioni ad orari insoliti, possibilmente la sera gli esercizi di pietà popolare: la comunità cristiana adora la Croce gloriosa, il colore è rosso (martirio e regalità). La chiesa non celebra le esequie del Signore, né celebra il lutto. Il Crocifisso è il Vivente. Inizia il grande digiuno e astinenza che è bene prolungarlo fino alla Veglia (Costituzione Liturgica 110). Il digiuno non è un segno penitenziale, la Quaresime è conclusa, è un atto rituale, accompagnare il Signore anche con il silenzio: non c’è celebrazione eucaristica, né lettura della Parola. Digiuno e silenzio carico di attesa e di speranza, volendo si può comunicare, (prima del 1955 non si poteva perché essendo l’ostia vero cibo interrompeva il digiuno). È una solenne Liturgia della Parola dove domina il silenzio: Isaia, il quarto canto del servo di Jahvè, il Salmo 30, Ebrei 4 (il servo sofferente), canto al Vangelo (Fil 2), Vangelo (Passione di Giovanni). Ecce homo e il mistero del dolore che riscatta ogni colpa si compie. Gli sputi sono le nostre bestemmie, le spine della corona le nostre idee malvagie, i chiodi i nostri peccati, le percosse le nostre offese, le ferite i nostri delitti. Gesù è stato crocifisso alle 12 del Venerdì Santo ognuno di noi può ogni giorno aiutarlo a sopportare la croce o continuare a crocifiggerlo ancora. Emisit Spiritum: è, l’effusione del Crocifisso. Omelia breve. Segue la Grande preghiera Universale (V sec.) volendo non tutte e 10 le invocazioni si possono fare. Adorazione della Croce, vengono poste due modalità: 1) scoprirla gradualmente o 2) la croce già scoperta. (IV sec. Egeria). Volendo si può accendere vicino un cero, farla illuminare da un faretto perché ci richiama a quello che avverrà dopo: Cristo Luce delle genti risorge. C’è poi il bacio della croce, non è un fatto sentimentale, devozionale, una pratica, vuol dire “voglio essere come te”. Ovviamente viene proposta una sola croce che poi rimane al centro. Qui si potrebbe inserire il ricordo dell’Addolorata, si può anche tenere esposta l’immagine dell’Addolorata ed illuminarla cantando il “Santa madre de voi fate” e può restare anche per il Sabato. Volendo si possono aggiungere altri segni: un bacile con acqua per ricordare l’acqua uscita dal costato; la Croce fiorita, cioè, addobbata con qualche rametto e fiore, i fedeli che depongono ai suoi piedi un lumino per ricordare Cristo Luce.

Qui finisce la Liturgia ma non dobbiamo dimenticare la pietà popolare anche se i due momenti restano divisi. Si possono eseguire Processioni, rappresentazioni sacre, ricordando che siamo il popolo che cammina nella notte in attesa della luce. Nessun giorno ha mai dato più luce al mondo.

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