1. Maria di Magdala

noli me tanere 4Gv 20, 11-18: «Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”.  Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò”.  Gesù le disse: “Maria!”. Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: ‘Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro’“».  Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose».

L’argomento è troppo affascinante per parlarne una sola volta, tenterò, quindi, di analizzarlo sotto vari aspetti. L’affresco del domenicano Fra Giovanni da Fiesole, meglio conosciuto come il “Beato Angelico”, mostra Gesù che si allontana dal dolce tentativo della Magdalena di abbracciarlo: con la mano destra, che sembra sfiorarla e allontanarsene, come un tenero “arrivederci”. La scena più che svolgersi in un ambiente cimiteriale, sembra inserita in un bel giardino fiorito, alberato: al di sopra della palizzata spuntano cime di alberi, a sinistra una roccia scolpita nella quale è ricavato un ingresso, la “tomba vuota” si desume dallo scuro varco. La Maddalena è inginocchiata, fissa intensamente Gesù che si è fatto riconoscere, pronta ad abbracciagli le ginocchia. L’abito fa da contrasto con il nero della tomba, vivido nella luce del Risorto, simbolo dell’intensità dell’amore. Gesù, che sembra aver appena suggerito: Mariam! è vestito di bianco, simbolo della vita che trionfa sulla morte, e porta in spalla la vanga che ha ingannato la donna. Il gesto della mano è dolce, senza violenza e l’intera figura sembra danzare in una leggerezza e in una trasparenza che fanno intravedere il “corpo glorioso”. Il dipinto, infatti, travalica la rappresentazione evangelica e ci introduce alle porte dell’invisibile, del mistero della redenzione. La Risurrezione di Gesù trasforma l’ambiente in un nuovo Eden simbolo della nuova vita di entrambi i personaggi. Cristo, nuovo Adamo (oserei dire il “primo” Adamo) ristabilisce l’armonia infranta dal rifiuto. Tra Dio (il Cristo) e l’umanità (Maria di Magdala) nasce la “nuova ed eterna alleanza”: quel giardino, ove al centro spicca la palma, simbolo del martirio, è la “culla” di una nuova creazione, dell’unione sponsale tra Dio e l’umanità redenta.

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