1. Vangelo del giorno: una fede adulta…

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Hans Holbein il giovane, Apparizione a Maria di Magdala

Mc 16, 9-15: «Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a coloro che erano stati con lui, i quali facevano cordoglio e piangevano. Essi, udito che egli viveva ed era stato visto da lei, non lo credettero. Dopo questo, apparve in modo diverso a due di loro che erano in cammino verso i campi; e questi andarono ad annunciarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero. Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l’avevano visto risuscitato. E disse loro: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura”».

Il Vangelo di oggi fa parte di una unità letteraria più ampia (Mc 16,9-20) che ci mette dinanzi la lista di diverse apparizioni di Gesù: (a) Gesù appare a Maria Maddalena, ma i discepoli non accettano la sua testimonianza; (b) Gesù appare ai discepoli, ma gli altri non accettano la loro testimonianza; (c) Gesù appare agli Undici, critica la mancanza di fede e ordina di annunciare il Vangelo; (d) Gesù ascende al cielo e continua a cooperare con i discepoli (Mc 16,19-20). Oltre a questa lista di apparizioni, nei Sinottici in Giovanni, ci sono altri “racconti di risurrezione” o testimonianze che non sempre coincidono tra di loro. Per esempio, la lista conservata da Paolo nella lettera ai Corinzi è molto differente (1 Cor 15,3-8). Questo dimostra che all’inizio la nascente comunità non si preoccupava di provare la risurrezione per mezzo di apparizioni. Per i primi cristiani la fede nella risurrezione era così evidente e viva che non c’era bisogno di prove. Le “liste” delle apparizioni cominciano a spuntare più tardi, nell’epoca dei Padri apologisti, per ribattere le critiche degli avversari. Il brano odierno è un’aggiunta postuma perché il vangelo di Marco finisce bruscamente con le donne che si allontanano dal sepolcro intimorite e senza dire nulla. Il racconto di Marco è caratterizzato dal cosiddetto segreto messianico, Gesù chiede a tutti di non dire che egli è il Messia. Ma forse Marco, che scrive per una delle prime comunità, vuol lasciare spazio ai nuovi arrivati: sono loro  che devono fare esperienza della resurrezione del Messia nella loro vita interiore. Forse i discepoli non sapevano ancora bene cosa fare, infatti nell’Antico Israele non vi era alcuna missione evangelizzatrice presso le nazioni pagane. Nei forti momenti di crisi della fede, Dio sceglieva un profeta e lo inviava al suo popolo, che aveva dimenticato l’Alleanza dl Sinai. La vocazione di tutti i profeti è per la salvezza e la redenzione di Israele. Solo Giona fu chiamato da Dio e inviato in una città pagana, Ninive, per predicare la sua distruzione. La città si convertì e Ninive non fu distrutta. È però un caso isolato, unico. Marco è l’Evangelista che più di ogni altro ci mette dinanzi alla difficoltà per gli apostoli di credere nella risurrezione del Signore. Le donne credono ma gli uomini no, si rifiutano. Il buon senso e l’intelligenza avrebbero tutti i motivi per accogliere la verità di Gesù Signore, ma la volontà le oppone un gran rifiuto. Perché nei discepoli del Signore vi è questa volontà di non aprirsi alla fede? Cristo Risorto è novità assoluta, sconvolgente che richiede novità assoluta nei suoi discepoli. Loro vogliono rimanere nella loro vecchia pelle, nella “sicurezza” della loro fede. Non vogliono una “fede adulta” o essere “adulti nella fede”. Come per Giona anche per i discepoli, di allora e di oggi, le ragioni dell’incredulità aiutano per la credibilità futura. Sant’Agostino scriveva che proprio in virtù di quelle resistenze la nostra fede trova la migliore conferma. Chi prima non ha creduto ha un motivo in più per non abbattersi, non retrocedere dalla missione dinanzi all’incredulità del mondo intero. Sa già quanto è difficile credere in questo evento e persevera nell’annunzio, nel servizio, nella diaconia, con pazienza, spirito di grande carità, immenso amore. Caratteristiche del Messia che possiede una vocazione universale di salvezza. Lui dovrà annunziare il diritto di Dio presso ogni popolo, anche presso le isole lontane e remote. «Ecco il mio servo che io sostengo … egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento … Cantate al Signore un canto nuovo, lodatelo dall’estremità della terra; voi che andate per mare e quanto esso contiene, isole e loro abitanti (cf. Is 42,1-10)».

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