4. Maria guida e faro dei giorni futuri

madonna di guadalupea) Nel 1531 l’apparizione della Vergine a Guadalupe (Messico) ha fondato, al di là del trauma colonialista, un popolo nuovo, una Chiesa nuova, sul continente nuovo, diventato il continente cattolico per eccellenza. La constatazione è stata fatta da uno storico laico, Jacques Lafaye, professore alla Sorbona, ed è stata accolta da teologi di destra e di sinistra (mariologi ferventi o teologi della liberazione). Per dirla in poche parole, la Vergine non è apparsa ai conquistadores, e neanche ai missionari spagnoli nelle loro città, ma in una località india, a un indio. Questo indio, Juan Diego, ordinò al vescovo spagnolo, in nome della Vergine, la costruzione del santuario più frequentato del mondo. Da qui nacque una Chiesa autoctona, india e meticcia, che non procedeva più dalla guerra e dall’oppressione. Fu l’origine storica della riconciliazione culturale e religiosa, la nascita dell’America cristiana.

cuore immacolatob) Nel 1830 la « medaglia miracolosa » venne a ridestate la Chiesa europea anemica, esausta, inerte, all’indomani della Rivoluzione francese che aveva chiuso i seminari, massacrato i sacerdoti e sradicato la fede di mezzo al popolo essa suscitò un vasto movimento carismatico e missionario[1].

madonna di lourdes 2c) Nel 1858 Lourdes venne a ridestare la preghiera e la conversione del cuore, di fronte all’avanzata del nuovo materialismo imperante (teorico e pratico, marxista e capitalista). Nella piccola Bernardetta (appartenente alla famiglia più povera della città), la Vergine restituì dignità alla povertà evangelica, di fronte a quella che allora era la parola d’ordine: « Arricchitevi! »[2].

[1] Cfr. R. Laurentin, Vie de Catherine Labouré, DDB, Paris 1980.

[2] Cfr. R. Laurentin, Lourdes. Documents authentiques, IV e VI, Lethielleux, Paris 1957-1966.

3. Maria, guida e faro dei giorni futuri

madonna del buon consiglio
Madonna del “buon Consiglio” fa’ che possiamo essere fulgido esempio dell’amore del Tuo Figlio…

Tuttavia certi segni del nostro tempo sembrano già confermare i presentimenti di Montfort e annunciare in qualche modo una tappa verso la fine fiammeggiante che egli intravedeva. Le vicissitudini della Polonia, che rinnovò la sua fede e il suo fervore cattolico nella sofferenza, di fronte al comunismo e non senza martiri, illustrano in modo impressionante la profezia di Montfort. Infatti, la sua ascesa cristiana e la sua liberazione avvennero espressamente per opera di Maria. L’8 dicembre 1953, nel carcere senza speranza in cui i comunisti lo avevano rinchiuso, il cardinale Wyszynski preparò e fece la sua consacrazione «a Dio per mezzo di Maria» secondo il modello di san Luigi Maria Grignion da Montfort. Poi preparò e fece, il 15 agosto 1956, quella della Polonia, per preparare il suo millennio (1966). Ebbene, proprio dalla Polonia ha avuto inizio la vittoria di Maria sul comunismo. Questo paese ha dimostrato meglio di ogni altro l’inconsistenza della dottrina marxista sotto molti aspetti.

– Secondo questa dottrina, la religione doveva scomparire spontaneamente dal paradiso socialista. Ebbene, al contrario, la religione si rinvigoriva e si rivelava più forte delle persecuzioni. Il cattolicesimo, diventato sociologico in Polonia, dove c’erano soltanto diecimila sacerdoti nel 1940, si estese e si approfondì nella sofferenza.

– La Polonia ha smentito il marxismo su un altro versante. Il comunismo era il movimento liberatore degli operai. Ebbene, quando Lech Walesa fondò l’immenso sindacato Solidarnosc – nove milioni di lavoratori in un anno -, il comunismo dovette sciogliere questo movimento veramente operaio e incarcerare il suo fondatore. Era la prova che il comunismo non era un movimento liberatore ma oppressore della classe operaia. Ora, Walesa era consacrato personalmente a Dio per mezzo di Maria. Quando ottenne i suoi primi successi, egli rinnovò questa consacrazione con i suoi amici di Solidarnosc a Czestochowa. Portava visibilmente, anche nei suoi negoziati al vertice con il governo, l’immagine della Madonna all’occhiello e la corona del rosario al collo.

La moltiplicazione delle apparizioni della Vergine ai giorni nostri sembra segnare un’epoca nuova. Maria viene in soccorso di un mondo in via di autodistruzione, poiché la violenza, la droga, la liberalizzazione sessuale a tutto campo, l’aborto legalizzato in contrasto con i diritti dell’uomo, l’idolatria dell’avere, del potere e del sapere secolare, spesso materialista, perfino magico, operano una disintegrazione dall’interno. Ebbene, a partire dagli albori dell’epoca moderna, le apparizioni della Vergine si moltiplicano e assumono un carattere nuovo, non più privato, ma sociale e gravido di significato storico per il futuro del mondo[1].

[1] Cfr. René Laurentin, Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1996, 113-121.

2. Maria, guida e faro dei giorni futuri

immacolata 3
è appena terminata la celebrazione eucaristica internazionale e vi ho portato tutti nella preghiera. Sia lode a Cristo e a Maria… Amen!

Il Concilio Vaticano II assume questa medesima identificazione Maria-Chiesa nella Lumen gentium, capitolo VIII, il quale viene dopo il capitolo VII che tratta del carattere escatologico della Chiesa. La finale, poi, del capitolo VIII tratta a sua volta del significato escatologico di Maria, segno di certa speranza e di consolazione per il popolo di Dio peregrinante sulla terra (nn. 68-69, dove la parola «segno» sembra fare riferimento ad Ap 12,1).

 

Secondo san Luigi Maria Grignion da Montfort, la Vergine, finora nascosta, sarà rivelata negli ultimi tempi: «Nel secondo avvento di Gesù Cristo Maria deve essere conosciuta e rivelata per mezzo dello Spirito Santo, affinché per mezzo suo Gesù Cristo sia conosciuto, amato e servito. Dato che non sussistono più le ragioni che hanno indotto lo Spirito Santo a nascondere la sua sposa durante la sua vita e a rivelarla ben poco dopo la predicazione del vangelo, Dio vuole dunque rivelare questo capolavoro delle sue mani come l’aurora che precede e annuncia il Sole di giustizia: Gesù Cristo. Maria è la via attraverso la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta. Lo sarà di nuovo quando verrà la seconda volta, sebbene in modo diverso»[1].

Per Montfort questo regno di Maria non è altro che il regno dello Spirito, poiché essa è completamente relativa allo Spirito, di cui è puro riflesso, in totale affinità: «Gli apostoli degli ultimi tempi saranno dunque servi, schiavi e figli di Maria. Saranno soprattutto un fuoco ardente, ministri del Signore che porteranno dappertutto il fuoco dell’Amore divino. (…) Saranno nubi tonanti e volanti nel cielo al più tenue soffio dello Spirito»[2].

Questa grazia chiese Montfort allo Spirito nella Preghiera infocata: «Spirito Santo, ricordati di produrre e formare dei figli di Dio con la tua divina e fedele sposa Maria. Hai formato il capo dei predestinati con lei e in lei; con lei e in lei devi formare tutte le sue membra. Tu non generi nessuna persona divina in seno alla divinità, ma solo tu formi tutte le persone divine fuori della divinità, e tutti i santi che sono stati e che saranno, fino alla fine del mondo, sono opere del tuo amore unito a quello di Maria. Il regno speciale di Dio Padre è durato fino al diluvio e gli ha posto fine un diluvio di acqua. Un diluvio di sangue ha posto fine al regno di Gesù Cristo. Ma il tuo regno, Spirito del Padre e del Figlio, continua a essere presente e gli porrà fine un diluvio di fuoco, di amore e di giustizia»[3].

Questa visione escatologica non è affatto millenarista; Montfort non annuncia un millennio radioso, una terza età futura sulla scia di Gioachino da Fiore. Per Montfort, il regno dello Spirito Santo, diluvio di fuoco, è realmente cominciato a partire dalla Pentecoste. A differenza dei millenaristi, Montfort parla sempre di due avventi di Cristo: l’incarnazione e la parusia[4]. Ad ogni modo, non attende un paradiso terrestre. Gli apostoli degli ultimi tempi non saranno esenti da sofferenze, persecuzioni e croci, anzi: «Il demonio tenderà ( ) grandi insidie. (…) Ci saranno grandi inimicizie, (…) ma queste lotte e queste persecuzioni serviranno soltanto a far apparire di più la potenza della vostra grazia»[5].

[1] Luigi Maria Grignion da Montfort, Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, nn. 49-50, San Paolo, Cinisello Balsamo l9937, 44-47 (cfr. Opere: Gli Scritti spirituali, Ed. Monfortane, Roma 1990, 386ss). Per l’articolo e quelli che seguiranno cfr. René Laurentin, Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1996, 113-121.

[2] Ibid., nn. 56-57.

[3] Id., Preghiera infocata, nn. 15-16, in La Compagnia di Maria (cfr. Opere, I, 550).

[4] Id., Trattato della vera devozione…, nn.13, 49, 50, 158; Il segreto di Maria, n 58 (cfr. Trattato, 206; Opere, I, cit., 330).

[5] Id., Preghiera infocata, n. 13; Trattato della vera devozione…, nn. 50-54, 56-59.

buonanatte…

buonanotte angeli 2
Buonanotte piccolo Matteo…

Buonanotte Matteo, Aurelia, e tanti piccoli angeli che rallegrate la vita dei vostri genitori, dei vostri nonni, delle vostre famiglie e di chi vi incontra. Poiché non posso pregare che lo facciate voi, imploro i vostri angeli custodi affinché aiutino e portino sollievo a tanti genitori che hanno i figli malati nel fisico e nella mente. Il Signore dia pace a tutti… buonanotte.

1. Maria, guida e faro dei giorni futuri

madonna di lourdes 2
Vergine santa ti affido quanti implorano da te la grazia di scoprire nel dolore il disegno nascosto della Divina Provvidenza. Ti affido mia mamma, Raffaella e tante donne e madri che lottano contro quel male che fa paura solo a nominare. Tu che vinto le forze del male aiutale ad uscire vittoriose dalla malattia. Ave Maria…

Mia figlia Evelyn mi ha posto una domanda in merito alle apparizioni del Risorto, sul corpo che aveva e quello che avremo noi dopo la risurrezione. Il tema è affascinante e gravoso, ma cercherò di affrontarlo alla luce delle Scritture e del magistero dalla prossima settimana perché in questi giorni felicemente impegnato in un ritiro spirituale a Lourdes. Ne approfitto per evidenziare come Maria può essere icona e guida per un discorso teologico sull’escatologia.

La Vergine, è anche un paradigma in escatologia? Parecchie ragioni, convergenti ma non ugualmente solide, lo fanno pensare. L’ultimo passo della Scrittura che concerne la madre del Messia, «che governa le nazioni con verga di ferro» (Sal 2,9), si trova in Apocalisse 12,5. Il capitolo 12 dell’Apocalisse, infatti, ci colloca nel cuore dell’escatologia, dopo l’apertura dei sette sigilli e lo squillo della settima tromba. La madre del Messia è associata alla sua nascita (12,5) e alla sua gloria nel cielo (12,1-2; cfr. Ap 5,5). «Il tempio celeste di Dio si apre» (11,19) e nel cielo si susseguono due apparizioni equivalenti che rappresentano la stessa cosa in due versetti successivi: «Nel tempio celeste di Dio apparve l’arca della sua alleanza» (11,19). «E un segno grandioso apparve nel cielo; una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo» (12,1). Questi due segni, l’arca dell’alleanza e la donna, rappresentano la medesima realtà, ovvero contemporaneamente il popolo in mezzo al quale Dio dimora mediante l’arca dell’alleanza e la figlia di Sion che egli ama, ma anche la madre del Messia Signore, luogo escatologico della sua presenza.

Allo stesso modo, in Luca 1,28-35, Maria, madre del Messia, è identificata con la figlia di Sion escatologica di Sofonia 3,14-17 (cfr. Gl 2,23; Zc 9,9; Lam 4,21-22), dove Dio viene a dimorare. E Luca 1,39-56 insiste su questa identificazione narrando la visita di Maria a Elisabetta con riferimento costante al trasporto dell’arca dell’alleanza narrata in 2Sam 6. Giovanni 1,13-14, che allude alla incarnazione verginale, si riferisce parimenti all’immagine della šekinah che copre l’arca dell’alleanza. Non si può fare a meno di ribadire queste conclusioni di fronte a quelli che vorrebbero escludere Maria da Apocalisse 12 per vedervi soltanto la Chiesa. Certo, questo passo allude alla Chiesa, così come Luca 1 e Giovanni 2 e 19 alludono alla figlia di Sion. Sulla scia di S. Lyonnet e A. Serra, R. Laurentin ha dimostrato questa identificazione costante di Sion (il popolo di Dio) e di Maria, nella scia di Isaia 66,7-11, al quale si riferisce Apocalisse 12,5[1].

[1] Cfr. R. Laurentin, Strueture et théologie de Luc 1-2, Gabalda, Paris 1960; Les Évangiles de l’enfance du Christ, Desclée, Paris 1982; Les Évangiles de Noel, ibid., 1984. (In effetti, in Giovanni 19,25-27, Maria, madre dei discepoli, è identificata con la figlia di Sion, con riferimento a Isaia 66,7-9). Per l’articolo e quelli che seguiranno cfr. René Laurentin, Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1996, 113-121.