1. Maria, guida e faro dei giorni futuri

madonna di lourdes 2
Vergine santa ti affido quanti implorano da te la grazia di scoprire nel dolore il disegno nascosto della Divina Provvidenza. Ti affido mia mamma, Raffaella e tante donne e madri che lottano contro quel male che fa paura solo a nominare. Tu che vinto le forze del male aiutale ad uscire vittoriose dalla malattia. Ave Maria…

Mia figlia Evelyn mi ha posto una domanda in merito alle apparizioni del Risorto, sul corpo che aveva e quello che avremo noi dopo la risurrezione. Il tema è affascinante e gravoso, ma cercherò di affrontarlo alla luce delle Scritture e del magistero dalla prossima settimana perché in questi giorni felicemente impegnato in un ritiro spirituale a Lourdes. Ne approfitto per evidenziare come Maria può essere icona e guida per un discorso teologico sull’escatologia.

La Vergine, è anche un paradigma in escatologia? Parecchie ragioni, convergenti ma non ugualmente solide, lo fanno pensare. L’ultimo passo della Scrittura che concerne la madre del Messia, «che governa le nazioni con verga di ferro» (Sal 2,9), si trova in Apocalisse 12,5. Il capitolo 12 dell’Apocalisse, infatti, ci colloca nel cuore dell’escatologia, dopo l’apertura dei sette sigilli e lo squillo della settima tromba. La madre del Messia è associata alla sua nascita (12,5) e alla sua gloria nel cielo (12,1-2; cfr. Ap 5,5). «Il tempio celeste di Dio si apre» (11,19) e nel cielo si susseguono due apparizioni equivalenti che rappresentano la stessa cosa in due versetti successivi: «Nel tempio celeste di Dio apparve l’arca della sua alleanza» (11,19). «E un segno grandioso apparve nel cielo; una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo» (12,1). Questi due segni, l’arca dell’alleanza e la donna, rappresentano la medesima realtà, ovvero contemporaneamente il popolo in mezzo al quale Dio dimora mediante l’arca dell’alleanza e la figlia di Sion che egli ama, ma anche la madre del Messia Signore, luogo escatologico della sua presenza.

Allo stesso modo, in Luca 1,28-35, Maria, madre del Messia, è identificata con la figlia di Sion escatologica di Sofonia 3,14-17 (cfr. Gl 2,23; Zc 9,9; Lam 4,21-22), dove Dio viene a dimorare. E Luca 1,39-56 insiste su questa identificazione narrando la visita di Maria a Elisabetta con riferimento costante al trasporto dell’arca dell’alleanza narrata in 2Sam 6. Giovanni 1,13-14, che allude alla incarnazione verginale, si riferisce parimenti all’immagine della šekinah che copre l’arca dell’alleanza. Non si può fare a meno di ribadire queste conclusioni di fronte a quelli che vorrebbero escludere Maria da Apocalisse 12 per vedervi soltanto la Chiesa. Certo, questo passo allude alla Chiesa, così come Luca 1 e Giovanni 2 e 19 alludono alla figlia di Sion. Sulla scia di S. Lyonnet e A. Serra, R. Laurentin ha dimostrato questa identificazione costante di Sion (il popolo di Dio) e di Maria, nella scia di Isaia 66,7-11, al quale si riferisce Apocalisse 12,5[1].

[1] Cfr. R. Laurentin, Strueture et théologie de Luc 1-2, Gabalda, Paris 1960; Les Évangiles de l’enfance du Christ, Desclée, Paris 1982; Les Évangiles de Noel, ibid., 1984. (In effetti, in Giovanni 19,25-27, Maria, madre dei discepoli, è identificata con la figlia di Sion, con riferimento a Isaia 66,7-9). Per l’articolo e quelli che seguiranno cfr. René Laurentin, Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1996, 113-121.

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