Cuore immacolato di Maria

cuore immacolato
Cuore immacolato, fa’ che anche noi possiamo essere, con tutte le nostre debolezze e limitazioni, il riflesso dell’Amore trinitario; Ave Maria…

Così come ieri anche oggi avrei voluto tacere perché cosa aggiungere alla devozione del “Sacratissimo Cuore di Gesù” e al “Cuore Immacolato di Maria” che già non sapete? Vedo poco la TV e mi hanno riferito che la trasmissione Estate in diretta ospita “testimoni” di “visioni” mariane e ne ho visto un paio di puntate; non entro nel merito ma per onorare al meglio la Madre di Gesù e fugare ogni dubbio su come la penso ho deciso di scrivere alcuni interventi. Come si può partire dall’onorarla senza partecipare, “celebrare” con lei un’Eucaristia? Per chi non può trascrivo le letture della Liturgia della Parola di oggi:

La salvezza proclamata Is 61, 9-11: «La loro razza sarà conosciuta fra le nazioni, la loro discendenza, fra i popoli; tutti quelli che li vedranno riconosceranno che sono una razza benedetta dal Signore. Io mi rallegrerò grandemente nel Signore, l’anima mia esulterà nel mio Dio; poiché egli mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel mantello della giustizia, come uno sposo che si adorna di un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. Sì, come la terra produce la sua vegetazione e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, Dio, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni»; (per un approfondimento cf. Is 14, 1-2; 62,1-5;  Ez 36, 33-36; So 3, 19-20; Lc 4, 16-21)

Cantico di Anna 1Sam 2, 1.4-8: «Allora Anna pregò e disse: “Il mio cuore esulta nel Signore, il Signore ha innalzato la mia potenza, la mia bocca si apre contro i miei nemici perché gioisco nella tua salvezza […] L’arco dei potenti è spezzato, ma quelli che vacillano sono rivestiti di forza. Quelli che una volta erano sazi si offrono a giornata per il pane, e quanti erano affamati ora hanno riposo. La sterile partorisce sette volte, ma la donna che aveva molti figli diventa fiacca. Il Signore fa morire e fa vivere; fa scendere nel soggiorno dei morti e ne fa risalire. Il Signore fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa e innalza. Alza il misero dalla polvere e innalza il povero dal letame, per farli sedere con i nobili, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra sono del Signore e su queste ha poggiato il mondo”»; (cf. anche Lc 1, 46-55).

Gesù dodicenne al tempio Lc 2, 41-51: «I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando giunse all’età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l’usanza della festa; passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all’insaputa dei genitori; i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo. Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; e tutti quelli che l’udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte. Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena”.  Ed egli disse loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?”. Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro. Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore»; (per un approfondimento cf. Dt 16, 1-8.16; Is 11, 1-2; Pr 20, 11).

Brani famosi al popolo di Dio, tante volte commentati, dove viene descritta la storia dell’amore di Dio per l’umanità, il suo progetto di condurla a nozze, avviato con il corteggiamento nel tempo della profezia, realizzato in Cristo con l’incarnazione, consumato sulla croce…, il tutto grazie a un semplice “sì!” che fornì la chiave per la Porta della salvezza. Posso solo allora uscire un po’ fuori dagli schemi omiletici soliti e riportare alcuni brani che mi furono inviati da una mia amica teologa:

il primo è tratto  da Basilio di Seleucia († 459): «Quando ella contemplò quel divino infante, io immagino che, vinta dall’amore e dal timore, parlasse così tra sé: Che nome posso trovare che si convenga a te, figlio mio? Uomo? Ma la tua concezione è divina. Dio? Ma tu hai assunto l’umana incarnazione. Che farò dunque per te? Ti nutrirò di latte o ti celebrerò come un Dio? Avrò cura di te come una madre, o ti servirò come una serva? Ti abbraccerò come un figlio o ti supplicherò come un Dio? Ti offrirò del latte o ti porterò degli aromi?».

 L’altro testo è di un autore che mai avremmo pensato che potesse scrivere in questo modo. Si tratta niente meno che di Jean Paul Sartre, il campione dell’ateismo del XX secolo, l’uomo che ha distrutto la fede in intere generazioni di giovani, l’uomo che tanto ha influito con i suoi romanzi. Come mai Jean Paul Sartre ha scritto sulla Madonna? Si era in tempo di guerra, e Sartre era prigioniero. In occasione del Natale fu pregato dai suoi compagni di prigionia di descrivere una scena natalizia. Sartre, il grande romanziere ateo, mosso da un senso di solidarietà verso i suoi compagni, accetta la proposta e scrive, tra l’altro, questa pagina: «La Vergine è pallida e guarda il bambino. Quel che bisognerebbe dipingere sul suo volto è una meraviglia ansiosa che non è comparsa che una volta su una fisionomia umana. Perché il Cristo è suo figlio, la carne della sua carne e il frutto delle sue viscere. Ella lo ha portato nove mesi e gli darà il seno, e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E sul momento la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe nelle sue braccia e gli dice: “Piccolo mio”». «Ma in altri momenti, resta interdetta e pensa: “Dio è qui”, ed è presa da un timore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Perché tutte le madri si arrestano a momenti, davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro figlio, e si sentono in esilio davanti a questa vita nuova che si è fatta con la loro vita e che è abitata da strani pensieri. Ma nessun figlio è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre, perché egli è Dio e supera da ogni lato ciò che ella può immaginare…».«Ma io penso che vi siano anche degli altri momenti, rapidi e fuggevoli, in cui lei sente al tempo stesso che il Cristo è suo Figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è il mio bambino. Questa carne divina è la mia carne. Egli è fatto di me, ha i miei occhi, e questa forma della sua bocca è la forma della mia, mi assomiglia. Egli è Dio e mi assomiglia”. E nessuna donna ha avuto in tal modo il suo Dio per sé sola, un Dio piccolino che si può prendere tra le braccia e coprire di baci, un Dio tutto caldo che sorride e che respira, un Dio che si può toccare e che ride: ed è in uno di questi momenti che io dipingerei Maria se fossi un pittore».

Il Cuore Immacolato di Maria vi custodisca in salute e santità, un abbraccio, in Cristo, A. C.

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