3. fede, teologia e apparizioni…

madonna di lourdes 2
Ave Maria, piena di grazia…

I -Via Biblica o Storico-salvifica[1]

È la corsia preferenziale per la conoscenza di Maria, perché mette a contatto con la Parola di vita, con la «norma normans» di ogni ulteriore sviluppo. Con la rivelazione divina cui l’uomo deve rispondere con 1’obbiedenza della fede. È la via ecumenica per un fondamentale accordo delle confessioni cristiane sulla Vergine. Essa ha dato ottimi frutti a giudicare dal cammino percorso da Max Thurian, che ha sottolineato, basandosi sulla Scrittura, «tutto ciò che la pietà cristiana può imparare di solido e di vivificante in una meditazione sulla vocazione di Maria, Madre del Signore e figura della Chiesa»[2]. La Maria biblica è l’unica base di consenso a livello ecumenico.

 La via biblica svolge tre funzioni:

  1. Presentare l’editio typica di Maria, ossia il suo ruolo e la sua persona secondo la parola di Dio e nel contesto della rivelazione di Gesù Cristo. La presentazione biblica di Maria, vista nel dinamismo evolutivo del kerigma, presenta i caratteri dell’autenticità, funzionalità e organicità: offre una sintesi vitale tra storia e annuncio, tra la Maria della fede e quella della storia.
  2. Operare una verifica permanente circa lo sviluppo e le acquisizioni della tradizione ecclesiale. Alla luce del vangelo si decantano le varie immagini culturali di Maria, come pure le sue espressioni artistiche e di culto, nonché le sue interpretazioni teologiche. È noto come le ricerche esegetiche del nostro tempo per una parte abbiano arricchito la figura di Maria (Figlia di Sion, povera di Jahve…), per un’altra l’abbiano inquadrata meglio nel contesto salvifico evidenziando l’unione di Maria con il Figlio nel rispetto della trascendenza messianica[3]. Così pure un’immagine troppo glorificata di Maria ha dovuto comporsi con il suo itinerario nella fede.
  3. Offrire significato salvifico della vicenda di Maria di Nazareth. La Bibbia è sempre parola di salvezza, anche quando riguarda Maria, evidentemente. È possibile pertanto attualizzate il significato della sua figura per ogni tempo. È quanto indica la MC[4] quando invita a leggere la Scrittura «tenendo presenti le acquisizioni delle scienze umane e le varie situazioni del mondo contemporaneo» (MC 37) allo scopo di inserire Maria come elemento dinamico nella cultura della nostra epoca.

La via biblica rimane però ardua, perché richiede l’utilizzazione dei metodi esegetici onde appurare l’elemento umano vincolante la volontà salvifica di Dio, a meno di avere un dono carismatico speciale o di incorrere in un semplicismo biblico di stampo monofisita che trascura i dati antropologici.

[1] Per questo e per quel che seguirà, cf. Stefano De Fiores, Le «vie» della conoscenza di Maria, in www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine-3/come3-De%20Fiores.htm (cliccare per una visione dell’articolo).

[2] M. Thurian, Maria madre del Signore immagine della Chiesa, Morcelliana, Brescia 19652, 199-200.

[3] Cfr. S. De Fiores, Maria nella teologia contemporanea, Centro di cultura mariana «Mater Ecclesiae», Roma 1978, 41-47.

[4] Paolo VI, Esortazione apostolica Marialis cultus (2-2-1974): EV 5, 13-97.

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