7. Fede, teologia e apparizioni…

madonna del rosario
Madonna bella, insegnaci a capire che il Rosario è la contemplazione del mistero trinitario e che un’Ave Maria detta col cuore vale più di 100 rosari detti per “precetto!”.

V – VIA PULCHRITUDINIS[1]

A questo punto dobbiamo cedere la parola a Paolo VI, che in occasione del congresso mariologico-mariano del 1975 ha indicato come presentare Maria al popolo, con parole felici ed inedite: «Al riguardo si possono seguire due vie. La via della verità, anzitutto, cioè della speculazione biblico-storico-teologica, che concerne l’esatta collocazione di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa: è la via dei dotti, quella che voi seguite, necessaria certamente, di cui si avvantaggia la dottrina mariologica. Ma vi è anche, oltre a questa, una via accessibile a tutti anche alle anime semplici: è la via della bellezza, alla quale ci conduce, alla fine, la dottrina misteriosa, meravigliosa e stupenda che forma il tema del congresso mariano; Maria e lo Spirito Santo. Infatti, Maria è la creatura tota pulchra: è lo speculum sine macula; è l’ideale supremo di perfezione che in ogni tempo gli artisti hanno cercato di riprodurre nelle loro opere; è «la Donna vestita di sole» (Ap 12, 1), nella quale i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli sovrani, ma accessibili, della bellezza soprannaturale»[2]. Nell’indicazione di Paolo VI discerniamo un triplice problema, che la via della bellezza deve affrontare nei riguardi di Maria: quello metodologico concernente la ricerca nel campo mariano; quello contenutistico, che ha il compito di appurare il senso della bellezza di Maria; quello cibernetico in vista di una comunicazione artistica del messaggio mariano.

  1. L’approccio estetico al mistero di Maria.

Il prevalere del metodo deduttivo, basato sul sillogismo, mentre ha conferito allo studio di Maria un carattere di logicità, ha fatto sì che la mariologia parlasse quasi solo all’intelligenza, senza interpellare le altre facoltà umane. È giunto il tempo di superare gli eccessi del razionalismo, pur assumendo la razionalità critica, e di imboccare la via della bellezza, ossia di ricorrere all’approccio estetico per accedere alle realtà teologiche, tra le quali si colloca la Vergine Maria. Dal punto di vista metodologico la via della bellezza applicata alla mariologia implica l’uso di procedimenti di vario genere, tutti concordi nel valorizzare strutture non argomentative, ma legate al bello e all’arte.

[1] Per questo e per quel che seguirà, cf. Stefano De Fiores, Le «vie» della conoscenza di Maria, in www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine-3/come3-De%20Fiores.htm (cliccare per una visione dell’articolo).

[2] Paolo VI, Discorso per la chiusura del VII congresso mariologico e l’inizio del XIV congresso mariano, Roma, 16-5-1975.

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