5 (fine). Gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola

sant'ignazio 14
Juan de Valdés Leal, S. Ignazio riceve il Nome di Gesù, 1676, Museo de Bellas Artes, Siviglia

Ignazio continua nella sua autobiografia: «Egli continuava nelle sue letture e perseverava nei suoi buoni propositi, senza occuparsi d’ altro.(Debbo proprio considerare la determinazione forte di S. Ignazio di vivere e di gustare il tesoro che aveva trovato.) Quando si intratteneva con quelli di casa, impiegava tutto il tempo in cose di Dio e questo arrecava loro profitto spirituale. Poiché alla lettura di quei libri provava ora molto gusto, gli venne l’idea di stralciare alcuni passi più significativi della vita di Cristo e dei santi. Perciò – dal momento che ormai stava alzato e si moveva per casa – si mise a compilare con molta diligenza un libro. Esso arrivò a occupare quasi 300 fogli, in quarto, completamente scritti. Scriveva le parole di Gesù in rosso, quelle di nostra Signora in azzurro, su carta lucida a righe, con elegante scrittura, mettendo a profitto la sua grafia molto bella. Impiegava il suo tempo in parte a scrivere, in parte a pregare. La sua consolazione più grande era guardare il cielo e le stelle; li contemplava spesso e per lungo tempo, perché da questo gli nasceva dentro un fortissimo impulso a servire nostro Signore. Con il pensiero fisso al suo proposito, avrebbe voluto essere già completamente ristabilito per mettersi in cammino». Ignazio, raccontandoci tutte queste cose, ci fa sapere, per sua esperienza e nostro ammaestramento, che anche in noi avvengono esperienze, a cui però noi non facciamo attenzione. Se Dio vuole comunicare con noi e con me in particolare, questa è una grande grazia. Debbo certamente accoglierla e valorizzarla. Ma come posso valorizzarla se, nelle abitudini della mia vita, non vi presto neppure attenzione e se non imparo neppure a capire quello che Dio mi vuol dire? Molti oggi non ci pensano, e sembra che non ci vogliono pensare. Noi dobbiamo appartenere al numero delle persone responsabili, che ci pensano. S. Ignazio volle essere uno, che si sarebbe impegnato per dare a Dio la maggior gloria possibile. Molti lo seguirono e fecero sul serio. E se loro lo hanno fatto, da parte mia dico: posso farlo anche io e lo farò di certo. E … tu, che fai?

  Cfr. Massimo Rastrelli s.j. (moscati@gesuiti.it)

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