3. Il libro di Rut

rutIl libro di Rut è uno dei libri dell’Antico Testamento e della Bibbia ebraica; libro storico per il canone cristiano, per il canone ebraico, quinto della sezione dei Ketuvim (Scritti). Diviso in quattro capitoli, il libro narra la vicenda di una famiglia di Betlemme, Emimelech, la moglie Noemi e i figli Maclon e Chilion, che spinta dalla carestia si trasferisce nel paese di Moab. I figli sposano due donne moabite, Rut e Orpa, ma sia Emimelech che Maclon e Chilion muoiono in terra moabita, allora dopo dieci anni Noemi decide di far ritorno in patria, Orpa rimane nella sua terra mentre Rut decide di seguirla rinunciando al suo popolo e ai suoi dei.

Rut significa “l’amica”.

Contenuti. Si contrappone ai dettati di Ester e Neemia che vogliono ripristinare il puro israelita sciogliendo i matrimoni misti. È una sorta di equilibrio biblico. Allo stesso modo il Libro di Giona che dimostra l’apertura di Dio ai pagani.

Messaggio. Il messaggio fondamentale è che Dio protegge i deboli, le vedove (Salmo 68,6)

Il tema della benedizione (1, 8-9) (2,12) (3,10) intesa come buon augurio.

Il tema del Gòel, cioè del riscatto, termine che s. Paolo userà anche per Gesù.

La bellezza poetica e gli aspetti idillici del libro sono stati ampiamente celebrati nel tempo ma il racconto contiene numerosi rimandi a questioni di carattere socio-giuridico che dovevano essere ben note ai lettori o ascoltatori del tempo. Tema centrale sviluppato nel capitolo 3 è infatti il matrimonio per levirato, cioè l’obbligo di sposare la vedova di un parente deceduto e il conseguente possesso dei terreni collegati. Non meno significativo è il fatto che la protagonista sia una straniera, una moabita, popolo da sempre ostile ad Israele, ma sarà proprio questa donna a generare l’avo di Davide. Il libro si chiude con la genealogia che illustra l’ascendenza di Davide, una collocazione che conferisce una particolare enfasi al tema della discendenza davidica, tema ritenuto dalla maggior parte degli esegeti come parte originaria e costitutiva del racconto e non un’aggiunta posteriore. Perché il redattore (o i redattori) abbiano sentito la necessità di esporre in modo così puntuale l’ascendenza moabitica della dinastia di Davide è stato diversamente interpretato, alcuni esegeti propendono per una reazione alle critiche mosse verso l’origine straniera della dinastia e l’esemplare esposizione del negozio giuridico sarebbe proprio una reazione a queste critiche: per la legge del levirato il figlio di Rut è discendenza di Emimelc e di Noemi, stirpe di Abramo; altri invece interpretano il racconto come una reazione alle riforme post esilio babilonese di Esdra e Neemia radicalmente contrarie ai matrimoni misti.

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