1. Il Cortile dei Gentili: Lev Tolstoi, biografia

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Tolstoi all’età di 20 anni

Lev Nikolàevič Tolstòj (Jàsnaja Poljana, 9 settembre 1828 – Astàpovo, 20 novembre 1910, è stato uno scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo. Divenuto celebre in patria grazie ad una serie di racconti giovanili sulla realtà della guerra, il nome di Tolstoj acquisì presto risonanza mondiale per il successo dei romanzi Guerra e pace e Anna Karenina, a cui seguirono altre sue opere narrative sempre più rivolte all’introspezione dei personaggi ed alla riflessione morale. La fama di Tolstoj è legata anche al suo pensiero pedagogico, filosofico e religioso, da lui espresso in numerosi saggi e lettere che ispirarono, in particolare, la condotta non-violenta dei tolstoiani e del Mahatma Gandhi. Lev Nikolaevič Tolstoj nasce il 9 settembre 1828 nella tenuta Jasnaja Poljana nel distretto di Ščëkino (governatorato di Tula). I genitori sono d’antica nobiltà: la madre, di cinque anni maggiore del marito, è la principessa Marja Nikolàevna Volkonskaja, mentre il padre Nikolàj Il’ìč è discendente di Pëtr Andreevič Tolstoj, che aveva ottenuto il titolo di conte da Pietro il Grande. La madre, di cui Lev non conserverà alcun ricordo, muore quando egli ha appena due anni. Dopo qualche anno gli muore anche il padre lasciandolo precocemente orfano. Fu così allevato da alcune zie molto religiose ed educato da due precettori, un francese e un tedesco, che diventeranno poi personaggi del racconto Infanzia. Nel 1844 si iscrive all’università di Kazan’ (nell’attuale Tatarstan), prima alla facoltà di filosofia, poi, l’anno dopo, a quella di giurisprudenza, ma per via dello scarso profitto non riuscirà mai ad ottenere la laurea; provvede quindi da solo alla propria istruzione, ma questa formazione da autodidatta gli provocherà spesso un senso di disagio in società. La giovinezza dello scrittore è disordinata, tempestosa: a Kazan passa le serate tra feste e spettacoli, perdendo grosse somme al gioco d’azzardo ma intanto legge molto, soprattutto filosofi e moralisti. Particolare influenza ha su di lui Jean-Jacques Rousseau. Non a caso, l’opera della conversione di Tolstoj, scritta trent’anni dopo, si intitolerà appunto – similmente all’autobiografia rousseauiana – La confessione (1882). Autori come Rousseau, Sterne, Puškin, Gogol’ insegnano allo scrittore in erba un principio fondamentale: in letteratura sono importanti soprattutto la sincerità e la verità. Proprio sotto questi influssi nascono le opere letterarie di Tolstoj: nel 1851 avviene la prima redazione del racconto Infanzia (che uscirà sulla rivista di Nekrasov Sovremennik nel 1852, firmato con le sole iniziali) e la stesura di un altro racconto, incompiuto, Storia della giornata di ieri. Da questo germe si può già intravedere lo sviluppo della possente pianta: tendenza all’introspezione e alla vita reale. Tolstoj resterà fino alla fine un incrollabile realista. L’immaginazione slegata dalla realtà è quasi inesistente nei suoi libri. L’unica possibilità di utilizzare la fantasia consiste nell’elaborazione di qualche particolare, di qualche sfumatura che appartiene però ad un oggetto assolutamente reale. Anche il successivo racconto, pubblicato sempre su Sovremennik, è ispirato a criteri di verità quasi naturalistici: L’incursione (1853), che nasce dal ricordo di un’autentica scorribanda compiuta da un battaglione russo in un villaggio caucasico.

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