1. Homo naledi, Darwin e creazione

Homo naledi
ricostruzione dei fossili ed elencazione

Mi sono giunte da più parti lettere e mail per chiedermi cosa ne penso e come risponde la teologia in merito alla divulgazione del ritrovamento di resti fossili umani classificati  come homo naledi. Rinvenuto nel 2013 in Sud Africa nella Dinaledi Chamber, caverna facente parte del complesso delle Rising Star cave, Homo naledi[1] è stato accettato come nuova specie nel 2015. Si stima che sia vissuto circa 2 milioni di anni fa. Questa specie, alta circa 150 cm, mostra caratteristiche intermedie tra Australopithecus e Homo: la morfologia del cranio, della mandibola e dei denti sono simili a quelli delle altre specie di Homo, ma le dimensioni del cervello, grande all’incirca come un’arancia, sono comparabili a quelle di Australopithecus; gli arti inferiori hanno una forma molto simile a quella di Homo sapiens mentre la conformazione del bacino ricorda quella di Australopithecus afarensis; le proporzioni delle dita della mano sono simili a quelle dell’uomo ma le falangi prossimali sono estremamente ricurve, anche in misura maggiore rispetto a qualsiasi australopiteco. La forma delle vertebre è simile a quelle delle specie del genere Homo del Pleistocene, mentre la cassa toracica si allarga nella parte inferiore come in Australopithecus afarensis[2]. Esaurita la breve scheda di presentazione dovrei entrare nell’argomento ma, come ormai sapete bene, preferisco sempre documentarmi al meglio sull’argomento per consigliarvi un approfondimento anche personale e, quindi, per la parte scientifica vi consiglio di Piero e Alberto Angela, La straordinaria storia della vita[3]. Per ciò che attiene, invece, allo stretto legame tra fede e scienza e la rivalutazione dell’opera e del pensiero di Darwin ringrazio il prof. Simone Morandini[4] che mi ha concesso di utilizzare un suo saggio: Interpretare Darwin. Pensare la creazione: libertà della scienza e dignità del credere[5].

Son passati 156 anni dalla pubblicazione de L’origine della specie[6] e l’evoluzionismo è quanto mai attuale anche col suo carico di attrito e scontro tra fede e scienza. Da più parti si cerca di gettare ponti su fronti diversi, parole come ecumenismo e dialogo sono entrate nel lessico comune e nel cuore di tanti ecco perché una serena analisi sulle nostre origini può essere occasione per un «dialogo alto, laico e costruttivo, tra credenti e non credenti»[7]. È ben chiaro ormai che l’eredità di Darwin non è riducibile alla pura e semplice affermazione di una trasformazione delle specie viventi e come notava anni fa P. Costa «il darwinismo appare come un’entità ambigua e proteiforme […] non c’è intesa sull’orizzonte naturalistico che egli ci ha dischiuso»[8]. Sarà opportuno, allora, comprendere il pensiero di Darwin prima di approfondire le varie questioni in atto[9].

[1] Dal sesotho: naledi = stella

[2] Homo naledi, a new species of the genus Homo from the Dinaledi Chamber, South Africa in eLife, eLife Sciences Publications, Ltd., 10 settembre 2015, DOI:10.7554/eLife.09560, ISSN 2050-084X

[3] Piero e Alberto Angela, La straordinaria storia della vita. Dalle prime molecole organiche all’uomo d’oggi, Mondadori, Milano 1999; specialmente la Parte seconda: la storia dell’uomo.

[4] Simone Morandini è docente all’Istituto di Studi Ecumenici «San Bernardino» di Venezia. Collabora con la Fondazione Lanza di Padova ed è membro del Gruppo sulla Responsabilità per il Creato costituito presso l’Ufficio per il Lavoro e i Problemi Sociali della CEI. Tra i suoi libri: Terra splendida e minacciata. Per una spiritualità ecumenica della creazione (Ancora, 2004). Presso la Morcelliana ha pubblicato: Teologia ed ecologia (2005); Teologia e fisica (2007).

[5] Cf. S. Morandini, Interpretare Darwin. Pensare la creazione: libertà della scienza e dignità del credere, in Rassegna di teologia, 3 luglio-settembre (2008) – Anno XLIX, 383-420. Il saggio è stato ampliato e rivisto in Id., Darwin e Dio. Fede, evoluzione, etica, Morcelliana, Brescia 2009; Id., Evoluzione ed etica, Cittadella, Assisi 2010.

[6] C. Darwin, L’origine della specie o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita, Newton Compton, Milano 2006 (ed. or. 1859).

[7] Cf. O. Franceschelli, Dio e Darwin, Natura e uomo tra evoluzione e creazione, Donzelli, Milano 2005, 8.

[8] P. Costa, Un’idea di umanità. Etica e natura dopo Darwin, EDB, Bologna 2007, 220.80.

[9] Cf. Morandini, Interpretare Darwin, 1. Interrogativi, 383-385.

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