5.c) Il ruolo della donna nella Chiesa cattolica. Come Gesù rivaluta le donne

profetesse d'Israele
Profetessa d’Israele

D’altronde la tradizione ebraica era piena di donne che profetizzavano. In ordine cronologico ricordiamo alcuni passi: Es 15,20: «Maria, la profetessa»; Gdc 4,4: «In quel tempo era giudice d’Israele una profetessa, Debora»; 2Re 22,14: «Andarono dalla profetessa Culda»; 2Cr 34,22: «Quelli che il re aveva designati andarono dalla profetessa Culda»; Nee 6,14: «O mio Dio (…) ricòrdati anche della profetessa Noadia»; Is 8,3: «Mi unii pure alla profetessa, e lei concepì e partorì un figlio». Queste donne sono testimoni e credono. I “delusi” discepoli di Emmaus riportano la loro incredulità: «È vero che certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon’ora al sepolcro, non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo» (Lc 24,22-23). Nella primitiva congregazione dei discepoli la donna era collaboratrice dell’uomo in tutti gli ambiti della vita della comunità, e forse, della direzione della congregazione. Molti ritengono, a torto, che Paolo fosse un misogino. Per la verità, Paolo è l’apostolo che più di altri difese la parità dell’uomo e della donna davanti a Dio: «ma la donna è la gloria dell’uomo; perché l’uomo non viene dalla donna, ma la donna dall’uomo; e l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Perciò la donna deve, a causa degli angeli, avere sul capo un segno di autorità. D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna» (1Cor 11,7-11). Paolo annoverò varie donne come sue collaboratrici e le ricorda nelle sue Lettere: «Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea (…) Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù (…) Salutate Maria, che si è molto affaticata per voi» (Rm 16,1.3.6); «Esorto Evodia ed esorto Sintìche a essere concordi nel Signore. Sì, prego pure te, mio fedele collaboratore, vieni in aiuto a queste donne, che hanno lottato per il vangelo insieme a me, a Clemente e agli altri miei collaboratori i cui nomi sono nel libro della vita» (Fil 4,2-3). Occorre davvero ritornare al pensiero originale di Gesù e di Paolo. Le religioni hanno offuscato e in parte eliminato la dottrina liberatrice della donna dalla sua condizione d’inferiorità in una società maschilista. Occorre ridare alle donne tutta la loro dignità.

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