Auguri a Patrizia De Iulio

chiesa sposa di cristoAmicus certus in re incerta cernitur (l’amico certo si riconosce nella sorte incerta). È una frase del poeta latino Ennio (fr. 210 Vahlem), proveniente dalla sua opera Hecuba a noi non pervenuta. Viene citata da Cicerone nel Laelius De Amicitia (64,8). Ai liceali e agli appassionati di letteratura faccio notare che nella massima, di tono proverbiale e sentenzioso, gli effetti sonori prodotti dall’allitterazione e dalla paranomasia, ricercati giochi fonici caratteristici della prosa enniana. Dedico questo breve scritto a Patrizia De Iulio, nel giorno del suo compleanno. Quanto ho scritto poc’anzi per mio fratello Michele vale anche per questa amica cara al mio cuore come parte integrante dei miei affetti familiari. Patrizia ed io siamo, in forma molto ridotta, icona di ciò che legava spiritualmente Francesco di Sales e Giovanna di Chantal: espressione del fatto che può esistere l’amicizia tra una donna e un uomo. E poiché non voglio per forza attingere dai Proverbi, dal Qoelet, dal Cantico dei Cantici, dai Vangeli, senza dubbio meglio di me saprà spiegarlo un mio grande “amico” laico: «Non c’è nulla che possa rasserenarti l’animo quanto un amico fidato. È un gran conforto poter disporre di una persona dal cuore così pieno di affetto da potervi riversare tranquillamente ogni segreto, dalla coscienza così aperta da metterti a tuo agio più di quanto tu non ti senta con la tua, la cui voce lenisca le tue ansie, il cui consiglio aiuti le tue decisioni e il cui buonumore disperda la tua tristezza, una persona, insomma, la cui sola presenza ti rallegri e ti rassicuri. Si intende che gli amici, per quanto almeno sarà possibile, dovranno essere liberi da passioni, perché i vizi sono come le serpi, strisciano e si insinuano di nascosto negli animi più vicini, nuocendo loro anche col solo contatto… Nello scegliere gli amici… evitiamo però in particolare i malinconici e quelli a cui non va mai bene niente, che hanno un pretesto per lamentarsi: un amico turbato e scontento, per quanto sia fedele ed affettuoso, è sempre nemico della tranquillità (Seneca, De tranquillitate animi, VII). Ecco perché da quel lontano giorno in cui abbiamo condiviso lo scanno degli studi teologici, ti ho scelta come amica che mi ricorda i laghi alpini, le vette innevate, la brezza del mattino, lo zefiro tra lo stormir di fronde… Auguri, amica mia!

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