Quaresima scuola per “ambasciatori”

tomba-vuota
le donne furono le prime “ambasciatrici” della Risurrezione

Il sorgere di numerosi conflitti ha fatto dire a papa Francesco che in realtà ci troviamo nel pieno di una vera terza guerra mondiale. In questa diversa situazione non basta più pensare alla chiesa maestra, depositaria di una dottrina immutabile, né è sufficiente richiamarsi alla sua valenza misterica come corpo di Cristo e tempio dello Spirito. Corrisponde meglio alle necessità dell’uomo contemporaneo l’immagine di chiesa adoperata da papa Francesco come “ospedale da campo”, come una “mamma inquieta”. Si tratta di un linguaggio che denota una congiuntura d’apprensione e d’emergenza, qual è indotta dal disagio e dal disorientamento dell’uomo postmoderno, senza più utopie che lo sostengono, senza più fiducia nemmeno in se stesso[1]. Urge affrettare la nostra conversione per testimoniare la nostra fede, rendere gloria a Dio e diventare suoi «ambasciatori»: «Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro… ecco il giorno della salvezza!» (cf. 2 Cor 5,20-6,2). È passata appena una settimana da quando a piedi nudi, piagati, ci siamo “consacrati” sul suolo del «roveto ardente» e oggi corriamo spediti perché come cenere sono bruciate le “spine” del nostro cuore e, come facevano i nostri contadini, quelle ceneri lo renderanno fertile anche se fosse un deserto pietroso. Liberati dal giogo del peccato corriamo, come i discepoli di Emmaus, verso chi è assetato di libertà e di pace. Col cuore sincero, rinfrancati dall’ascolto della Parola, come il “Cireneo”, aiutiamo a portare le croci di tante persone malate, sole, svantaggiate e la nostra umile testimonianza (che in greco significa “martirio”) susciti nelle nostre comunità il desiderio di ritorno di tanti che si dicono credenti ma hanno abbandonato la prassi rituale delle celebrazioni, affinché stretti intorno all’altare, uniti nella condivisione del banchetto eucaristico, siamo la chiesa “in uscita” che sa dare risposte concrete di solidarietà, carità e amore.

Aniello Clemente

[1] Cf. A. Russo, La teologia in ascolto dell’umano, in La teologia in ascolto dell’umano, 1. Orizzonti fondativi, A. Terracciano – A. Ascione (a cura), (Biblioteca Teologica Napoletana, 36), Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Sezione S. Tommaso D’Aquino, Napoli 2016, 11-36, qui 30.

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