Il ministero episcopale a Napoli del Card. Crescenzio Sepe per il Giubileo Sacer-dotale ed Episcopale.

cardinale SepeIeri alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale i docenti, gli studenti, il personale tutto, gli amici Vescovi e presbiteri, si sono stretti intorno al nostro Gran Cancelliere per festeggiarlo e ringraziare il Signore per il suo ministero. Al Cardinale è stato offerto il volume «Il Vangelo della città», raccolta di saggi offerti dai Docenti della Facoltà a cura di Carlo Manunza ed Edoardo Scognamiglio. Dopo i saluti di rito del Preside e del Decano, don Adolfo Russo ha iniziato con la relazione: “L’impegno per la teologia e la cultura nel contesto attuale”. Don Adolfo ha detto che si ricordava con affetto e commozione le lacrime versate dal cardinale al Centro Ester colpito dal fatto che anellini, catenine, braccialetti, erano stati raccolti affinché lui se ne servisse per i poveri. I poveri, gli ultimi sono al centro dell’attenzione di Sepe; testimonianze se ne contano a decine, dalle borse di studio, alla creazione di bande musicali, dalla “Casa di Tonia”, alla cura per gli oratori. Delle tante note positive che hanno contraddistinto l’Episcopato e la vocazione del Cardinale, don Adolfo ha posto in evidenza la fedeltà. Parlando della “strategia” che muove il piano pastorale del cardinale, dice che essa è credibile perché fa trasparire la coerenza fra fede e impegno civile. Possiamo dire che il cardinale ha inventato una “teologia per la città”, prova ne fu il grande ”Giubileo della Città”, cosa inedita nella Chiesa, echeggiano ancora le parole di Papa Benedetto XVI: «… si è aperto il cielo sopra di voi…».

Ha fatto seguito S. E. Mons. Di Donna, Vescovo di Acerra, che ha illustrato “La sollecitudine pastorale per la Diocesi napoletana”. S. Ambrogio – ricordava Mons. Di Donna – a un giovane vescovo che gli chiedeva come comportarsi gli rispose che, innanzitutto, doveva conoscere la Chiesa che gli era stata affidata. Il cardinale, appena giunto nella nuova sede, dapprima si mise in ascolto delle attese del popolo e del Presbiterio e poi iniziò a camminare, a guardare, capire per poter poi varare il “Piano Pastorale – Organizzare la speranza -” unico per tutta la Diocesi, declinato, poi, nei singoli Decanati. Carità e comunione i punti evidenziati da Mons, Di Donna portando ad esempio la formula inedita del «co-parroco» e il “Fondo di solidarietà” fra Parrocchie. «Canta e cammina» del 2013 segnò un tempo di gratitudine e di grazia, perché con l’attenzione alla città, si poneva forte l’attenzione sugli ultimi, i poveri, insistendo sull’educazione al bene comune.

Il prof. Francesco Paolo Casavola ha concluso gli interventi parlando del “Rapporto con la società civile e le istituzioni”. Il Presidente Emerito ha subito precisato che quel primo saluto dato a Scampia: «’a Maronn’ v’accumpagna» è una motivazione di fede per una Chiesa incarnata. Benedetto Croce leggeva una dottissima memoria su un detto: «Napoli Paradiso abitato da diavoli»; è senza dubbio una contraddizione, ma a quel motto se ne aggiunse un altro. «Un inferno abitato da santi». Il dott. Casavola ci porta alla mente il Proemio della “Gaudium et Spes”: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore», dicendoci che queste parole sono diventate il “motto” del cardinale. Ed ecco che le “Sette opere di misericordia corporale” diventano lievito per la città. La sensibilità, la cultura, l’esperienza di Sepe al dialogo ecumenico ed interreligioso, fanno sì che a Napoli convivano tutte le Confessioni.

Certo non è facile essere il Pastore in una città che “fa fatica” ma Cardinale noi sappiamo che lei ce la farà a guidarci ancora alla sequela di Cristo perché certi che «’a Maronn’ t’accumpagna!».

Ancora auguri, da tutti coloro che la stimano e la vogliono bene!

Aniello Clemente.

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