Ecumenismo e dialogo ebraico cristiano a Napoli

la tenda di abramoL’AECNa (Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli) organizza per il 4 maggio alle ore 17,30: «Dialogando tra ebrei e cristiani», LA TENDA DI ABRAMO: siamo tutti stranieri. L’incontro avverrà nella Sala Vasari a S. Anna dei Lombardi, piazza Monteoliveto, 4. Sarà visitabile la “Mostra Biblica” fino al 6 maggio.

Mi permetto piccoli spunti di riflessione. La Bibbia non si deve leggere in maniera fondamentalista. Dobbiamo liberarci di una religione chiusa solo nel sacro perché essa è proiettata in tutta la nostra esistenza, intessuta di trascendenza. La religione comincia dal rito ma abbraccia tutti gli altri aspetti della vita. La fede è al servizio dell’uomo. La vera religione cristiana è servire l’uomo: Dio si inginocchia davanti all’uomo. Nel 1986 vi fu l’Incontro di Pace ad Assisi e il Papa offrì il suo anello al primate anglicano, gesto dalla grande valenza teologica ed ecumenica. Giovanni Paolo II in un viaggio a Damasco entra per la prima volta in una moschea e lo fa scalzo, come vuole la consuetudine, perché è il luogo dove abita Dio. Allo stesso modo Benedetto XVI quando ha pregato a Gerusalemme, perché siamo tutti figli dello stesso Dio. Tutti i popoli della terra appartengono a Dio. Cosa possiamo attingere dalle altre religioni? Dall’Oriente possiamo mutuare l’amore per la natura, dal buddhismo la non violenza, dall’islam e dall’ebraismo la valenza della preghiera, e il rispetto del Libro Sacro. Se lo Spirito Santo è presente ovunque, lo sarà anche in popoli diversi da noi. Non può esserci pace nel mondo se non c’è pace fra le religioni. I tanti conflitti in atto forse cesserebbero se ci fosse armonia e pace fra le religioni. Giovanni Paolo II richiamava continuamente al dialogo e alla ricerca di una verità comune perché nessuna la tiene confezionata o ne possiede il monopolio. Già Joseph Ratzinger, anni fa, disse che spesso le verità cristiane ci vengono presentate come alberi abbattuti, senza vita, dove nessun uccello potrà più fare il nido. Oggi c’è un’idea deturpata di Dio. Si è più portati a credere al Dio dei filosofi che al Dio misericordioso. J. P. Sartre avendo da bambino incendiato un lembo del tappeto, pur avendo nascosto il fatto sentiva che Qualcuno lo seguiva dappertutto e, pur di non sentirsi colpevole, “ruppe” con Dio, disse: «Non lo frequento più». Purtroppo essendo invalsa per parecchio tempo la definizione degli uomini come «massa di dannati» anche Dio è stato relegato in un angolo, offuscato, togliendomi la Sua caratteristica di Padre che perdona ed aspetta il figlio che torna. La conversione è l’azione di grazia, è Dio che ci prende per mano.

Aniello Clemente.

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