Benedetto XVI. Immagini di una vita

1. convegno ratzingerSi è svolta martedì 16 u. s., alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. S. Tommaso) una “Mattinata di Studio” in occasione della pubblicazione del volume di Giuseppina Buonanno e Luca Caruso, Benedetto XVI. Immagini di una vita, Edizioni San Paolo, 2017. I lavori sono stati introdotti dal vice Preside della Pontificia Facoltà, il prof. Gaetano Di Palma, che ha ricordato gli anni in cui grazie alle lezioni di Mons. Bruno Forte si “respirava” il sapere teologico del Papa emerito; stimolato dal moderatore ha anche fatto un accenno al magistero pontificio di Papa Ratzinger con brevi accenni alla Verbum Domini. Senza dimenticare, continuava il vice Preside, che è stato anche il Papa dell’Anno della fede, dell’Anno sacerdotale, del Sinodo sulla Parola di Dio, per approfondirne la realtà. Si sono susseguiti gli interventi di Mons. Gennaro Acampa, Vescovo ausiliare di Napoli, del dott. Luca Caruso, della «Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI» e del prof. Antonio Ascione, docente della Facoltà. Gli interventi sono stati stimolati dall’ottima “regia” del  moderatore il prof. Giuseppe Falanga della Pontificia Facoltà. Per una migliore comprensione dei contributi raggruppo gli interventi che si sono alternati tra i relatori. Inizialmente il prof. Falanga chiede a Mons. Acampa quale rapporto di unione, di vicinanza c’è con Papa Ratzinger e cosa resterà del suo pontificato.

Mons. Acampa ammette di non avere rapporti strettamente personali col Papa ma per quelle poche volte che lo ha incontrato ricorda di lui un uomo sensibile, discreto, al punto che un teologo suo contemporaneo scrisse che c’erano «Papi in Alfa Romeo e Papi in bicicletta»: Ratzinger era “il Papa con la bicicletta”. Ci ricorda di quando il Papa venne in visita a Napoli e dopo il discorso in Piazza Plebiscito volle recarsi, in forma privata, a pregare nella cappella di san Gennaro. Uscendo salutò tutti i prelati che erano in prima fila ma nell’andarsene s’avvide che altri non avevano potuto farlo (tra questi Mons. Acampa) e tornò per salutarli. In merito al secondo punto il Vescovo ricorda che Giovanni Paolo II non poté partecipare all’ultima Via Crucis e lesse degli appunti vergati da Ratzinger in cui era evidente il riferimento alla “pulizia della Chiesa”. Ecco si ricorderà del Papa emerito il suo impegno contro il relativismo nella società; sarà ricordato come il “Papa teologo”, come un uomo dalla grande coerenza morale che non ha mai cercato il consenso e che, come ricorda nella Deus caritas est, dobbiamo vivere per donare amore. In merito alla sua presenza in Vaticano il Vescovo ribadisce che è come avere “il nonno in casa”.

Il prof. Falanga chiede al coautore la genesi del libro e qualche particolarità. Il dott. Caruso ci dice che c’era già l’idea di fare una brochure, un opuscolo per festeggiare i novant’anni del Papa, ma il felice incontro con le Edizioni San Paolo, grazie soprattutto al loro archivio fotografico sul Papa, ha permesso la realizzazione del libro. Nello “spulciarlo” si vede che Papa Ratzinger usava per sé un’espressione mutuata da sant’Agostino: «bestia da soma». Una rigidità mutuata dal padre ma addolcita dalla tenerezza e serenità della madre. La sua vocazione non fu effetto di una cotta, di un flirt improvviso, ammette di averla ben ponderata e quel 29 giugno 1951, giorno della sua ordinazione presbiterale, ammette di essere stato accompagnato dalla preghiera di tutti i Santi. Ricorda che al momento dell’imposizione delle mani avvertì distintamente un dolce cinguettio, forse di un’allodola. Eppure questo Papa teologo, riservato, all’indomani della morte del suo predecessore, quando decadono tutti gli incarichi, si presentò chiedendo di poter continuare il suo lavoro… Ricorda anche che alla consegna del volume appena edito, volle subito aprire la scatola in cui era contenuto e, guardando la foto a destra di quando era giovane sospirò: «Quanto tempo è passato».

Il moderatore entra nel vivo del dibattito quando chiede al prof. Ascione di dare le sue impressioni sulla “grande rinuncia” del Papa emerito e della sua visita ad Auschwitz. Ascione ricorda che quell’11 febbraio del 2013 resterà impresso nella memoria di coloro che l’hanno vissuta ma anche “incisa” nella memoria storica, eppure, afferma, fu frutto di una grande tensione spirituale. Per farcene partecipi ci legge in modo lento, accorato, la motivazione originale, in latino, che Benedetto XVI lesse quel giorno. Un Papa semplice, riservato, umile, eppure non ebbe paura di creare un “polverone” facendo crollare secoli di certezze. Quel 27 aprile 2014, prosegue Ascione, si canonizzavano Giovanni XXI e Giovanni Paolo II, alla presenza di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco: quattro Papi sigillati da un abbraccio mistico. La decisione che ha inciso sulla storia della Chiesa ha portato, poi, all’elezione di papa Francesco. Benedetto XVI ha dato la chiave per aprire la porta della Chiesa. In merito ad Auschwitz ripete anch’egli «Non potevo non venire qui», ma non come Giovanni Paolo II, da polacco, ma come figlio del popolo tedesco. Sulle orme di Mons. Bruno Forte e di Bonhoeffer parla del “silenzio di Dio” e in quei toni, in quegli accenti, si risentono il dolore e le parole di Paolo VI ai funerali di Aldo Moro. Bisogna però ricordare che, dopo il giusto dolore, la domanda non è: “Dove stava Dio?”, bensì: “Dove stava l’uomo?”.

A margine di questo articolo vorrei dire che dal prezioso volume il Papa emerito ci ricorda che dobbiamo lasciarci convertire dalla preghiera e dallo studio: è più sicuro che ci aiuteranno a cambiare vita, a uscire da noi stessi per vivere la vita come servizio. Durante la discussione si è accostato Papa Ratzinger a Paolo VI che, preciso, è stato l’unico papa a scrivere sulla gioia nell’Esortazione Apostolica Gaudete in Domine (9.5.1975). Gioia e serenità che hanno guidato Papa Ratzinger nella sua scelta epocale, vissuta ottemperando a ciò che è alla base della Regola di san Benedetto: «Nulla anteporre all’amore di Cristo». La gioia è causata dall’amore: gioia e amore camminano insieme. La gioia che emana dal cristiano non può essere un fatto eccezionale, come un abito che si indossa nelle feste solenni, come ancora si sta mal interpretando! Benedetto XVI ci ricorda che deve essere un fatto quotidiano, perché Dio, nostra gioia, è con noi fino alla fine del mondo. Perché grazie alla bella intuizione della “Fondazione”, non sforzarci a rendere onore all’altra faccia della luna? Perché non ricordare che la teologia del Papa emerito è tutta pervasa dal fatto che la gioia non nasce da sola, ha la sua sorgente nell’Amore, e la sorgente dell’amore è Dio? Io inizio dando il mio piccolo contributo fornendo il titolo a due possibili testi. «Il Papa delle bicicletta: Benedetto XVI, la maglia rosa della teologia», ma ancora e più poetico: «Benedetto XVI: l’allodola del Signore».

Santità, Papa emerito, e se ce lo permette “nonno”, auguri per una vita lunga e serena, da tutti i Docenti della Facoltà Teologica e da quanti hanno attinto il loro sapere e “balbettano” qualcosa di teologia grazie ai suoi insegnamenti. Grazie per quel messaggio-testamento datoci la notte del Sabato Santo (15.04.2006): «Io, ma non più io»; preghiamo il Signore che, imitandola, ognuno di noi possa dire: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20).

Aniello Clemente.

Quaresima: cammino di conversione

ultima cena«Quello che importa nella vita non è tanto il posto che occupiamo, quanto la direzione che prendiamo» (Delmes). Leonardo da Vinci dipinse con molta lentezza l’Ultima Cena al refettorio del Convento dei Domenicani di S. Maria delle Grazie a Milano. Forse uno dei motivi, oltre ad aspettare  i tempi tecnici degli intonaci e del fissare i colori, era dovuto al fatto che non era facile trovare i modelli per quello che lui aveva già “visto” nella sua mente. All’epoca era abitudine dei grandi pittori attingere dalla vita reale i soggetti che dipingevano e chi sa quanti sanno che tante Madonne e tanti santi sono persone reali con storie non sempre edificanti alle spalle. Leonardo un giorno passeggiando nel parco del castello sforzesco incontrò un giovane con il volto di un ovale perfetto, con la fronte serena e nobile, con gli occhi limpidi e penetranti, capelli biondi e leggermente ondulati. Lo invitò a fargli da modello per Gesù. Qualche anno dopo si torturava per non trovare un viso da galeotto che gli permettesse di ritrarre Giuda, il traditore. Una sera, entrando in un’osteria, vide un uomo con una faccia patibolare: spiava i dadi da gioco e proferiva orribili bestemmie. Aveva finalmente trovato il tipo adatto. Lo chiamò a parte e lo invito a fargli da modello, dietro lauta ricompensa. Quegli accettò ed entrò con Leonardo a S. Maria delle Grazie. Mentre sul palco il sommo artista scrutava la faccia del delinquente, la fronte triste, gli occhi biechi, i capelli ispidi, questi proruppe in pianto. Leonardo gli chiese: «Che hai? Ti senti male?». «No! – rispose Francesco Bandinelli (questo il nome del modello) – Piango nel vedere il mutamento che ho fatto nella mia vita». A Leonardo sembrò di capire, ma gli chiese: «Che vuoi dire?». Rispose il modello: «Voi ben lo sapete maestro! Tre anni fa io stavo precisamente su questo palco e mi ritraeste per rappresentare Gesù». «E che hai fatto per ridurti così?». L’uomo guardò l’affresco, quasi ultimato, fissò gli occhi sulla figura stupende di Gesù e sospirò: «Sono un disgraziato: la passione per il gioco e il peccato mi hanno ridotto così». Noi non sappiamo se Francesco Bandinelli abbia trovato la forza di ritornare a somigliare a Gesù, d’altronde non sappiamo nemmeno se il “figlio prodigo[1]“ restò nella casa del padre o riprese il suo girovagare, di certo sappiamo che la Misericordia di Dio ci attende sempre con le braccia aperte.

Aniello Clemente.

[1] Cf. Lc 15,11-32.

7. Due aprile, Giornata mondiale dell’autismo

5. autismoLe quattro A: abili, autonomi, autodeterminati, accolti

Danilo Catania, il papà di Marta, aggiunge: “Vorrei che mi figlia fosse in grado di essere quello che io chiamo le quattro A: abile, autonoma, autodeterminata, accolta. Sulle prime tre ci lavoriamo con la terapia, la scuola, la famiglia, ma la quarta dipende molto dal mondo esterno. Se la società non si forma Marta non verrà mai accettata”. L’autismo è una disabilità comportamentale e relazionale che impedisce un’integrazione nella società. “Però se diagnosticato in tempo e trattato nel modo migliore ha un margine di miglioramento altissimo”, spiega Carlo Hanau, docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari all’Università di Modena e Reggio Emilia e membro del comitato scientifico dell’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici). Ma a causa della mancanza di formazione dei medici la diagnosi non è sempre facile: ci sono genitori che hanno capito la patologia dei figli guardando Dustin Hoffman in Rain Man o una puntata dedicata all’autismo da Quark di Piero Angela.

(Paolo Rosa Adragna)

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/04/01/news/autismo_il_paradosso_delle _ cure_solo_per_minorenni-135631616/

5. Due aprile, Giornata mondiale dell’autismo

7. autismoLe iniziative per la Giornata mondiale dell’autismo. È partita la campagna #sfidAutismo di sensibilizzazione e raccolta fondi con la quale la Fondazione Italiana per l’Autismo chiede il sostegno da parte di singoli cittadini e aziende per il finanziamento di progetti di ricerca. La campagna è in onda sulle reti Rai con una raccolta fondi al numero 45507 (fino al 6 marzo si possono versare 2 o 5 euro via sms). Su tutte le reti andrà in onda lo spot (autoprodotto dal Cottolengo di Torino, l’istituto con il record di bambini autistici iscritti) che promuove la campagna, madrina la conduttrice televisiva Eleonora Daniele. Tra le altre iniziative, il 2 e il 3 aprile in contemporanea a Foggia, Napoli, Roma, Firenze e Milano si svolgerà l’Ab-bracciata collettiva: una maratona di nuoto di 30 ore a cui i partecipanti potranno contribuire anche solo trascorrendo 15 minuti in acqua con i ragazzi che durante l’anno svolgono la Tma, una terapia multisistemica in acqua. Gli Equi-blu, invece, sono 28 centri equestri sparsi in tutta Italia che realizzeranno gratuitamente una serie di eventi di avvicinamento al cavallo e attività ludico-ricreative.

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