Quaresima: scoprire il Volto di Gesù Cristo

trasfigurazione«E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole» (Mt 17,2). Anche se il tempo continua a fare capricci e una coltre di nubi copre l’orizzonte, oggi per noi è una giornata di pieno ferragosto, rischiarata dalla Luce di Gesù che su quell’alto monte ci dà un anticipo della gloria divina. Inchiniamoci, prostriamoci quando nella “Professione di fede” diciamo monotonamente: «Dio da Dio, Luce da Luce…». Appena pochi giorni fa eravamo nel deserto a lottare con le nostre tentazioni; se non abbiamo vinto l’abbacinamento sarà come il supplizio medievale consistente nell’accecare un condannato accostandogli agli occhi un ferro rovente[1]; se vincitori, saliremo più in alto del pinnacolo del tempio, su «un alto monte» per contemplare la bellezza del Volto di Gesù. «La bellezza nel cuore di chi la brama è più sublime che all’occhio di chi la vede» (K. Gibran). Certo non è facile ma il Signore ci viene incontro: «Questi è il Figlio mio, l’amato: … Ascoltatelo». Un padre della chiesa, Massimo il Confessore scrive: «Le vesti divenute bianche portavano il simbolo delle parole della Sacra Scrittura, che diventavano chiare, trasparenti e luminose»[2]. Cioè apriamoci all’ascolto della Parola e cerchiamo di penetrare il mistero della croce. «Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli» (Martin Luther King).

Aniello Clemente.

[1] Così nell’incubo di don Rodrigo: «… eran tutti visi gialli, distrutti, con cert’occhi incantati, abbacinati» (A. Manzoni, Promessi Sposi, XXXIII).

[2] Massimo il Confessore (san), Ambiguum 10: PG 91, 1128 B.

Quaresima e tentazioni: fede nella Provvidenza

provvidenzaIl Vangelo di oggi recita: «In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (cf. Mt 5,43-48). Lo Spirito “spinse” Gesù nel deserto perché doveva decidere, scegliere che tipo di Messia diventare, che tipo di uomo; infatti le tre tentazioni ridisegnano il mondo delle relazioni: il rapporto con noi stessi e con le cose (pietre o pane?); con Dio, attraverso una sfida aperta alla fede (cercare un Dio magico a nostro servizio); con gli altri (il potere e il dominio). E Gesù uscì vittorioso perché solo chi ha una grande fede confida nella grazia del Padre e supera indenne le tentazioni della “fame” e del potere. Basta avere fiducia in chi fa «piovere sui giusti e sugli ingiusti» e non ci mancherà mai nulla perché «solo Dio basta». Lo sappiamo per certo perché altri, uomini come noi l’hanno sperimentato e ce lo hanno testimoniato. Il “poverello d’Assisi” lascia attoniti padre e vescovo e si spoglia di tutto abbracciando “Madonna povertà” che da allora lo renderà il più ricco di grazia e misericordia. Insegnando anche nel paese di san Giuseppe Cottolengo si raccontava che spesso non c’era nulla da mangiare per i tanti orfani, malati, disadattati che amava raccogliere e lui serafico rispondeva: «Mettete la pentola sull’acqua e la pasta verrà» e così accadeva. Lo stesso dicasi per le tante vicissitudini di san Giovanni Bosco e san Domenico di Guzman. Una volta i suoi domenicani stanno per andare in refettorio già sapendo che avrebbero fatto digiuno ma egli li esorta a pregare e poco dopo bussano alla porta “due giovani” con ceste piene di pane e ogni ben di Dio. Erano folli? E lo fu anche la giovane Lucia Mondello che implorò affinché Dio la liberasse e così avvenne? Qualcuno ha scritto che il peccato originale avvenne quando «Adamo cominciò a preoccuparsi per il giorno dopo»…

Aniello Clemente.